Sul Fatto quotidiano online il blog personale di Frediano Manzi, dedicato al fenomeno dell'usura ed ai fenomeni criminali e criminogeni ad essa collegati: post del 30/O8/2010
La denuncia in un video dell'associazione Sos racket e usura. L'ombra di un mercato nero; le lapidi sono rimaste senza foto perché i portaritratti sono stati staccati. I fiori, quasi tutti appassiti, sono poggiati sui marmi perché non ci sono più i portafiori.
Sul Blog personale di Frediano Manzi è stato pubblicato il primo post, dedicato al fenomeno dell'usura ed ai fenomeni criminali e criminogeni ad essa collegati.
Non c'è più limite alla decenza, adesso le persone condannate ed arrestate nell'operazione Caronte, che portò all'arresto di 41 persone tra cui 19 titolari di onoranze funebri, si permettono di impartire lezioni di moralità, correttezza, trasparenza. Il cartello di imprese che monopolizzava il ricco business del caro estinto milanese, stroncato appunto dalla Procura della Repubblica di Milano, si è ricostituito, ed è partito all'arrembaggio per controllare nuovamente, la compravendita di esseri umani morti. Vi mostriamo la pagina pubblicitaria attraverso la quale, hanno scritto le loro menzogne. Vedi articolo pubblicitario.
La gestione delle camere mortuarie continua, ad oggi, ad essere nelle mani di alcune imprese di onoranze funebri, in passato coinvolte con 41 arresti, nell'operazione di polizia coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, denominata "Caronte", che decimò un'organizzazione criminale che con un cartello di 19 imprese aveva il monopolio dei funerali della città di Milano. Oggi ritroviamo le stesse ditte coinvolte a gestire direttamente le camere mortuarie degli ospedali di Como ed Erba. La kronos è riconducibile, dalle visure camerali odierne in nostro possesso, a D'Antoni Riccardo, Angelini Alessandro, Gruppo Varesina, Varesina Sofam, Sofam Ap Srl, in una miriade di quote societarie di compartecipazione che si intrecciano tra loro.
L'Associazione Sos Racket e Usura ha consegnato al Comando Carabinieri Nas di Milano i filmati originali girati da membri dell'Associazione nei giorni scorsi e riguardanti il così detto "racket del caro estinto". In quattro di essI abbiamo documentato come siamo entrati in contatto con addetti delle pompe funebri su chiara indicazione e suggerimento di personale paramedico.
Ci siamo infiltrati nelle camere mortuarie dell'Ospedale Humanitas di Rozzano e di San Donato Milanese, dove gli infermieri addetti alla camera mortuaria ci hanno messo in contatto con le Imprese di Pompe Funebri, per "l'organizzazione del funerale di una nostra finta parente". Il becero e squallido commercio dei morti, venduti da solerti infermieri alle Imprese di Pompe Funebri, continua, nonostante la Procura di Milano nell'ottobre del 2008 arrestò 41 persone. Non è cambiato nulla.
Gli avvoltoi in camice bianco, continuano a vendere i morti al cartello di Imprese di Pompe Funebri, approfittando della condizione psicologica devastata di chi ha perso un caro, di chi in un momento così difficile è facile preda di questi infermieri senza scrupoli.
A due anni di distanza dal maxi blitz avvenuto a Milano, che decimò gli infermieri delle camere mortuarie degli ospedali, Pio Albergo Trivulzio, San Paolo, San Carlo, Sacco, Policlinico, San Giuseppe, Niguarda e la Clinica Santa Rita, che vendevano i "defunti" dietro compenso di denaro a numerose imprese di Pompe Funebri, nulla è cambiato. Furono arrestati Alcide Cerato ed i figli Massimo ed Andrea, titolari delle Imprese di Onoranze Funebri San Siro, Riccardo D'Antoni, titolare della Varesina e un suo dipendente Vito Lo Verde, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.
In seguito all'ennesima operazione dei Carabinieri che hanno sgominato una banda di cambisti (cravattari, prestasoldi, strozzini, usurai), nomi noti alla nostra Associazione ed alle Procure Italiane e Svizzere, intorno al Casinò di Campione d'Italia, rendiamo pubblici per la prima volta, i nomi che da decenni, hanno fatto sotto gli occhi disattenti di tutti, dell'usura un mestiere, inquinando una cittadina che nel passato ha basato la propria economia sul Casinò: Campione d'Italia.
Siamo entrati nella cava-discarica di Bollate a bordo di un furgone e, senza compilare il formulario, abbiamo scaricato rifiuti di ogni tipo, tutto rigorosamente in nero, ed abbiamo visto una decina di lavoratori boliviani ed albanesi che vi lavorano per sei euro l'ora, senza contratto di lavoro. Questa è la storia di una cava in odore di N'drangheta.
La sentenza di primo grado emessa ieri dal GUP Ghinetti, nei confronti di Giovanna Pesco ed Anna Cardinale, per associazione a delinquere finalizzata all'occupazione abusiva, è una sentenza storica per la città di Milano. È stato dimostrato per la prima volta che esiste il racket delle occupazioni abusive.
Dopo il maxi blitz del 13 luglio, nessun esponente politico ha ancora preso una posizione netta. A oggi sono 15 i dirigenti di partito sospettati di legami con i clan
A raccontare il vertice tra i boss è lo stesso presidente del circolo Arci che intervistato subito dopo gli arresti, conferma la cena e la sua conoscenza con alcuni boss (Video nell'articolo)
Più di 300 arresti nella notte. Una complessa rete di rapporti politici e di legami di affari. Di colpo il sindaco Letizia Moratti e il prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, che negavano l'esistenza delle cosche all'ombra della Madonnina, vengono platealmente smentiti.
Se passasse il testo così come previsto dal Ddl Alfano, la nostra associazione sarebbe limitata nel poter pubblicare e divulgare molte delle inchieste da noi fatte. Ecco perchè noi abbiammo deciso di aderire alla manifestazione nazionale indetta oggi a Milano. Non potremmo, se passasse il decreto, pubblicare - ad esempio - i video che abbiamo girato, che hanno incastrato i signori del racket, che hanno permesso alla Procura della Repubblica di Milano di aprire numerose inchieste.
Martedì 15 Giugno 2010 dalle ore 10.00 alle ore 19.00, l'Associazione SOS Racket e Usura sarà presente a Milano, con dei propri volontari, in via Padre Luigi Monti angolo viale Suzzani, dove inizierà una raccolta di almeno 1000 firme in cui si chiede la chiusura immediata dell'unico bar presente in via Padre Luigi Monti. Le firme saranno consegnate al questore di Milano, al prefetto di Milano, al sindaco di Milano ed all'ASL di competenza.
Se n'è andato un eroe dei nostri giorni, stroncato da un infarto che il suo grande cuore non reggeva più, quel suo cuore che tante volte si agitava dalla paura, dalle tantissime intimidazioni che i mafiosi senza Dio, molte volte gli hanno fatto.
Nel profondo Nord, il Piemonte fa i conti con le infiltrazioni mafiose nell'Alta velocità mentre in riviera ligure i soldi dei clan girano sulle roulette del Casinò. A pochi chilometri dall'aeroporto internazionale di Malpensa, l'edilizia è in mano alla 'ndrangheta e i nomi dei comuni non si pronunciano con accento calabrese ma con cadenza lombarda.
Oggi 26 Maggio 2010 l'Associazione SOS Racket e Usura, ha depositato una denuncia, al commissariato di Polizia di Quarto Oggiaro, nei confronti di un ispettore della GEFI e numerose portinaie di Quarto Oggiaro
Le vicende politiche della traballante giunta di Garbagnate Milanese, hanno creato l'alibi al Sindaco di non trovare il tempo di ricevere l'Associazione Sos Racket e Usura, l'unica associazione anti mafia presente a Milano e provincia
21 maggio 2010 — Blitz della polizia nelle case assegnate dalla malavita a chi paga per evitare le graduatorie. Enrico Fedocci (Tg5) ha intervistato la donna che ha incastrato il funzionario della Gefi che regolarizzava gli abusivi in cambio di sesso.
20 maggio 2010 — C'è anche un pubblico funzionario, un ex ispettore della Gefi (che all'epoca dei fatti contestati gestiva per conto di Palazzo Marino gli alloggi oggetto delle perquisizioni) tra i cinque arrestati dell' operazione antiracket a Quarto Oggiaro, in via Pascarella. Si tratta di Marco Veniani, 55 anni, accusato di chiedere sesso agli inquilini abusivi per cancellare la pratica dello sgombero. Oltre a lui, un secondo nome noto, Nino Camassa, pluripregiudicato legato alle famiglie criminali famoso nel quartiere perchè faceva la campagna elettorale del Vice Sindaco Riccardo De Corato...ma di questo le istituzioni e i giornali non ne parlano.
Dopo gli arresti di Quarto Oggiaro il presidente di Sos Racket e Usura chiede chiarezza a Comune e Aler su quanto accadeva. Ecco gli interventi di Carmela Rozza (Pd) e Giulio Cavalli (Idv).
Sesso in cambio di case oltre alla richiesta di soldi. IL COMUNE SPIEGHI PUBBLICAMENTE COME HA FATTO A NON ACCORGERSI CHE UN ISPETTORE DELLA GEFI (SOCIETÀ CHE GESTIVA PER IL COMUNE DI MILANO IL PATRIMONIO COMUNALE) ABBIA VENDUTO 200 ALLOGGI A QUARTO OGGIARO, negli ultimi tre anni.
Siamo un gruppo di cittadini e di associazioni milanesi impegnati nella lotta alle mafie e nella promozione di battaglie di cittadinanza attiva e consapevole a Milano.
Ci siamo uniti, nella primavera del 2009, per realizzare una "Settimana contro le mafie a Milano", che ha proposto sette giorni di appuntamenti antimafia in città, con cineforum, teatro, reading, momenti di confronto e dibattiti, dal 17 al 23 maggio 2009.
Vi sveliamo, attraverso la drammatica testimonianza di una ragazza extracomunitaria, come ha ottenuto dagli esponenti del racket degli alloggi di via Padre Luigi Monti un appartamento pagando 2800 euro, ottenendone addirittura le chiavi. La sua storia è un atto di accusa nei confronti del clan che da 30 anni hanno gestito con intimidazioni e minacce gli alloggi di proprietà del Comune di Milano senza che quest'ultimo intervenisse. Questo video e'stato consegnato all'Autorità Giudiziaria.
Pensionati ricattati dal racket. Ragazzini che segnalano ai boss se un'auto della polizia entra nel quartiere. Case popolari "vendute" abusivamente dalla malavita organizzata. Così i clan controllano le periferie della metropoli. Nell'indifferenza del sindaco Moratti
Domani, 22 aprile 2010 l'Associazione Sos Racket e Usura riprenderà la propria attività interrotta lo scorso 7 febbraio 2010, presentando la nuova sede dell'Associazione a Milano in piazzetta Capuana a Quarto Oggiaro, dopo chè centinaia di cittadini attraverso lettere, e mail e appelli, ci hanno chiesto di non abbandonarli.
Vi raccontiamo le storie delle vittime di usura ed estorsione che si sono rivolte al Comitato Nazionale Antiracket a Roma per accedere ai fondi, e che sono state oggetto di attenzioni sessuali da parte del commissario. In sostanza emerge che in certi casi l'avere rapporti sessuali con il Prefetto Carlo Ferrigno condizionava l'accesso al Fondo. Attraverso le testimonianze che oggi rendiamo pubbliche ve ne offriamo la prova.
L'Associazione Sos Racket e Usura di Milano è sconcertata dalle infelici affermazioni oggi riportate su numerosi organi d'informazioni, del Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, che ieri, durante la sua audizione in Prefettura da parte della Commissione Parlamentare Antimafia ha dichiarato che: "La mafia a Milano non esiste."
È stata promossa una petizione allo scopo di raccogliere firme in favore dell'Associazione e delle sue attività. Di seguito pubblichiamo il testo della petizione ed i link per poterla firmare. Grazie
Per la prima volta siamo in grado di ricostruire in quali vie di Milano le organizzazioni criminali gestiscono il racket degli alloggi, sostituendosi di fatto allo Stato. Dietro compenso di denaro, che varia da € 1.500 a € 4.000, la criminalità organizzata "vende" gli alloggi di proprietà del comune di Milano e controlla nello stesso tempo lo spaccio di sostanze stupefacenti nella zona.
Le scalate dei sindacalisti di CGIL, CISL e UIL ai vertici dell'ALER, l'ex segretario dell'UDC di Milano che gestisce migliaia di appartamenti, il marito di Anna Bubbico (Ufficio di Presidenza dell'ALER) che ne gestisce seicento, lo "Studio De Luca" ...Tutti presi sotto le braccia di Mamma ALER.
Lettera aperta al ministro dell'Interno on. Maroni, al prefetto di Napoli dott. Panza, al PM dott. Lepore, al Sindaco di Napoli on. R. Russo Iervolino, al capo della Squadra Mobile dott. Pisani, al Comando Carabinieri Vomero cap. Barecchia: liberate il quartiere dalla gomorra.
Oggi, 18 dicembre 2009, presso la sala Barozzi in via Vivaio, 7 a Milano, durante la Giornata della Riconoscenza 2009 è stato consegnato all'Associazione SOS Racket e Usura di Milano il premio Isimbardi su proposta di Enrico Marcora e Roberto Caputo.
Nella foto: Enrico Marcora, Guido Podestà e Frediano Manzi.
Con un grande ed ulteriore sforzo economico da parte dei volontari dell'Associazione Sos racket ed usura, abbiamo trovato i soldi per pagare la manutenzione e la gestione di questo nostro importantissimo sito. Sito diventato ormai punto di riferimento di migliaia di persone che ogni mese ci chiedono aiuto da ogni parte d'Italia.
Comunicato stampa del 7 dicembre 2009 - Ieri sera a Nerviano, presso il chiosco di fiori di proprietà della mia famiglia, ubicato presso il locale cimitero, i Carabinieri di Parabiago hanno rinvenuto un pacco contenente liquido infiammabile, del cotone ed una miccia.
Questo il contenuto della telefonata arrivata oggi all'Associazione Sos Racket ed Usura, da parte di una signora che questa mattina ha fatto la sconcertante scoperta, insieme ad altre persone. In via pirelli 39 ha potuto constatare che la sua domanda presentata nel bando del primo semestre del 2008 non era stata inserita in graduatoria...
L'Associazione SOS Racket e Usura esprime grande soddisfazione per l'eccellente risultato ottenuto dalle Forze dell'Ordine per gli arresti di questa mattina in via Padre Monti a Milano.
118 famiglie sono ostaggio a Chiaiano in via Cupa Spinelli da parte di affiliati al clan camorrista del boss Gaetano Stabile che con intimidazioni, pesantissime minacce, soprusi, angherie di ogni genere, gestiscono impunemente i loro traffici di droga. Sono gli stessi stabili dove nel 1992 i fratelli Gaetano e Vincenzo Stabile avevano la camera delle torture. Vi raccontiamo la storia di quello che oggi succede.
In seguito della pubblicazione della 1° puntata della nostra inchiesta dal titolo: "Trento-Treviso-Pavia-Milano-Lugano: il pentagono maledetto" abbiamo ricevuto una diffida da parte degli avvocati di Roberto Palumbo, il cui testo è posssibile scaricare dal PDF allegato.
Frediano Manzi, presidente dell'Associazione S.O.S. – RACKET
E USURA, si batte per l'affermazione della legalità contro ogni forma di criminalità organizzata tesa a delinquere contro i cittadini. S.O.S. – RACKET
E USURA è nata nel 1997 senza scopi di lucro e per fornire a chi è finito melle maglie del Racket e/o dell'usura un supporto per denunciare e reagire agli aguzzini.
L'attività di Frediano Manzi nella lotta a Racket e usura è documentata su: